La nuda roccia

Come ho già scritto in precedenti post, a me piace molto tornare nei luoghi, anche se oramai li conosco bene. Il fatto è che un luogo che pensi di conoscere alla perfezione, in ogni anfratto, è proprio quello che ti riserva più sorprese. 

Se la stagione è diversa, ci saranno una luce diversa, una diversa vegetazione, un'atmosfera che le volte precedenti non avevi colto. Inoltre la nostra vita ci porta a cambiare, a crescere o a invecchiare, non siamo mai le stesse persone, quando torniamo in un qualsiasi luogo. 


La valle del Fiora è esattamente uno di questi luoghi, per me. Ci sono andato in ogni stagione, col sole o con la pioggia, all'alba e al tramonto, e anche di notte, a rimirar le stelle. 

Eppure, ogni volta mi sembra che sia come la prima volta: l'emozione è sempre forte. Sarà che è uno degli ultimi fiumi d'Italia in cui puoi fare il bagno, o ammirare i pesci guizzare o gli uccelli volar via senza che debba sorbirti anche schiume varie e rifiuti abbandonati a cumuli. 

Ma è anche che questo è il fiume degli Etruschi, il cuore dell'Etruria meridionale, il collegamento ideale tra le terre dell'interno (col monte Amiata) e la costa, tra il nord e il sud.


Per tutti questi motivi, e molti altri, sono dunque tornato sulle "sacre rive" della Fiora, deciso a fotografarla in modo diverso, a vederla in modo diverso. 

Ho scelto una vecchia fotocamera a pellicola del 1972, la Nikomat EL, con un obiettivo degli anni '80, un 28/85 mm, proprio per rendere omaggio al concetto di tempo, e mostrare il Genius Loci nello stesso modo in cui l'avrebbero fatto i viaggiatori di molti anni fa. Un vezzo, se vuoi.


Eppure, guardare certi luoghi attraverso il mirino di una vecchia fotocamera, mi ha regalato emozioni diverse dal solito. Mi ha fatto molto riflettere. 

A volte pensiamo che il progresso sia qualcosa al contempo inevitabile, inarrestabile e comunque positivo. Pensiamo che senza i nostri smartphone, i nostri apparecchi digitali, senza tutta la tecnologia che ci portiamo sempre dietro, saremmo persi. 

Ma se ascolti il fiume che parla da millenni sempre con la stessa limpida voce, senza quasi nessuno che stia più ad ascoltarlo, ti rendi conto che forse non tutto sta andando per il verso giusto. Ci stiamo isolando dal pianeta e la voce del Genius Loci si perde nel trambusto delle nostre vite moderne...



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